Misurare la densità ossea: riconoscere il rischio di osteoporosi prima delle fratture
L'osteoporosi è considerata una malattia silenziosa — le ossa si assottigliano senza dolore, finché una frattura non dà il primo segnale d'allarme. Una misurazione della densità ossea con DXA rende visibile lo stato delle tue ossa e mostra se è necessario intervenire.
Come la densità ossea diminuisce nel corso della vita
Le ossa non sono un tessuto statico — vengono costantemente distrutte e ricostruite. La massa ossea massima (picco di massa ossea) è raggiunta dalla maggior parte delle persone tra i 25 e i 30 anni. Dopodiché inizia una perdita graduale. Nelle donne accelera notevolmente intorno alla menopausa, perché gli estrogeni sono importanti per il mantenimento delle ossa. Nei primi cinque-dieci anni dopo la menopausa, le donne possono perdere fino al 20% della loro densità ossea.
Gli uomini ne risentono meno, ma non sono immuni: a partire dai 70 anni anche in loro la densità ossea cala significativamente. L'osteoporosi — la malattia causata da una densità ossea patologicamente ridotta — è considerata una delle malattie più diffuse al mondo, ma è ampiamente sottodiagnosticata perché non provoca sintomi finché non si verifica una frattura.
Come si svolge una misurazione della densità ossea con DXA
La DXA (Dual-Energy X-ray Absorptiometry) è il metodo standard per misurare la densità ossea. Due raggi X di energia diversa attraversano il corpo; dalla differenza nella loro assorbenza, il dispositivo calcola la densità minerale dell'osso (BMD — Bone Mineral Density) in grammi per centimetro quadrato. La misurazione avviene tipicamente sulla colonna lombare (L1-L4) e sull'osso dell'anca (collo del femore e anca totale).
La procedura è a bassa irradiazione — una misurazione DXA corrisponde circa all'esposizione naturale alle radiazioni di un volo di un'ora — e dura solo pochi minuti. A differenza di una radiografia standard, che mostra cambiamenti solo da una perdita ossea di circa il 30%, la DXA rileva precocemente le variazioni in modo affidabile.
T-score e Z-score: come leggere il risultato
Il T-score è il dato centrale del referto DXA. Confronta la tua densità ossea con la media di giovani adulti sani con massa ossea massima. Un T-score tra −1,0 e −2,5 indica una densità ossea ridotta (osteopenia), un valore inferiore a −2,5 è definito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come osteoporosi. L'unità è la deviazione standard (DS) dal valore di riferimento.
Il Z-score invece ti confronta con il tuo gruppo di età. È particolarmente rilevante nei giovani e per valutare se la densità ossea è insolitamente bassa rispetto ai coetanei — il che può indicare cause secondarie come malnutrizione, farmaci o malattie. Entrambi i valori insieme offrono un quadro più completo di ciascuno dei due preso singolarmente.
FRAX: stimare il rischio di frattura nei prossimi dieci anni
Lo strumento FRAX dell'Organizzazione Mondiale della Sanità calcola la probabilità di subire una frattura osteoporotica nei prossimi dieci anni. Combina il T-score con fattori di rischio clinici: età, sesso, altezza e peso corporeo, fratture precedenti, stato di fumatore, consumo di alcol, anamnesi familiare, assunzione di corticosteroidi e presenza di determinate malattie.
Un T-score da solo, senza questo contesto clinico, è un'informazione incompleta. Qualcuno con un T-score di −2,0 e diversi fattori di rischio aggiuntivi ha un rischio assoluto di frattura significativamente più alto rispetto a qualcuno con lo stesso score ma senza fattori di rischio. Il calcolatore FRAX è liberamente accessibile e serve come base per la conversazione con il medico sul percorso da seguire.
Quando una misurazione è utile e quali fattori aumentano il rischio
Le linee guida raccomandano le misurazioni DXA generalmente per le donne dai 65 anni e per gli uomini dai 70. Misurazioni anticipate possono essere utili in caso di: terapia prolungata con corticosteroidi (più di tre mesi), menopausa precoce (prima dei 45 anni), basso peso corporeo, familiarità per osteoporosi, frattura da trauma a bassa energia già avvenuta o malattie che influenzano il metabolismo osseo.
L'allenamento di forza ha, secondo le ricerche attuali, la maggiore influenza sul metabolismo osseo negli adulti. Un apporto sufficiente di calcio e vitamina D è una condizione necessaria, ma non sostituisce l'allenamento. Il fumo e l'elevato consumo di alcol gravano sulle ossa in modo documentato. Questa informazione aiuta a vedere le misurazioni non solo come una fotografia dello stato attuale, ma come punto di partenza per misure concrete.
Documentare i valori della densità ossea con l'app YUTHI
Nell'app YUTHI puoi inserire T-score, Z-score e la data della misurazione dopo ogni esame DXA. Poiché la densità ossea cambia lentamente e le misurazioni vengono di solito ripetute ogni due o tre anni, l'app ti aiuta a tenere traccia dei valori nel tempo — e a poter confrontare direttamente alla prossima visita medica.
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Fonti
- WHO Study Group. Assessment of Fracture Risk and its Application to Screening for Postmenopausal Osteoporosis. WHO Technical Report Series, 1994;843.
- Kanis JA et al. The diagnosis of osteoporosis. Journal of Bone and Mineral Research, 1994;9(8):1137–1141.
- Cummings SR, Melton LJ. Epidemiology and outcomes of osteoporotic fractures. Lancet, 2002;359(9319):1761–1767.
- Compston J et al. UK clinical guideline for the prevention and treatment of osteoporosis. Archives of Osteoporosis, 2017;12(1):43.
