Ferritina: perché questo marcatore indica più della sola carenza di ferro
La ferritina è considerata un marcatore delle riserve di ferro — e nell'emocromo standard viene spesso omessa. Eppure ha un doppio carattere: come marcatore infiammatorio aumenta anche quando le riserve di ferro sono contemporaneamente esaurite.
Cos'è la ferritina e come agisce nell'organismo
La ferritina è una proteina che immagazzina il ferro nelle cellule proteggendolo dal danno ossidativo. È la principale riserva di ferro dell'organismo — soprattutto in fegato, milza e midollo osseo. Una piccola quota di ferritina raggiunge il plasma sanguigno, dove è misurabile. Questo valore della ferritina sierica è considerato il marcatore indiretto più affidabile per la quantità totale di ferro immagazzinata nell'organismo.
La ferritina viene misurata nell'emocromo standard solo su richiesta esplicita. Non è inclusa automaticamente nell'emocromo di base o completo. Per questo motivo la carenza di ferro può restare non rilevata per lungo tempo — quando l'emoglobina è ancora nella norma, ma la ferritina è già scesa sotto il valore critico.
Carenza di ferro senza anemia: la condizione spesso trascurata
L'anemia sideropenica — anemia da carenza di ferro — è lo stadio avanzato di un processo che prima svuota le riserve di ferro, prima ancora di compromettere la produzione di emoglobina. Una ferritina inferiore a 30 µg/l indica riserve di ferro esaurite, anche se l'emoglobina è ancora nel range normale. In clinica si parla di carenza di ferro senza anemia.
Questa condizione è molto diffusa — in particolare nelle donne con mestruazioni abbondanti, negli atleti, nelle persone con un'alimentazione povera di carne e negli anziani. I sintomi tipici sono stanchezza, affaticamento, difficoltà di concentrazione e sensibilità al freddo. Poiché l'emoglobina appare normale, la causa spesso non viene riconosciuta e i sintomi restano a lungo inspiegati.
Il doppio carattere: la ferritina come marcatore infiammatorio
La ferritina non è una proteina di deposito neutrale. Appartiene anche al gruppo delle cosiddette proteine di fase acuta: in presenza di processi infiammatori acuti o cronici, la ferritina aumenta notevolmente come parte della risposta immunitaria — indipendentemente dal reale contenuto di ferro. Questo significa: una ferritina elevata non ti dice automaticamente che hai troppo ferro.
Una persona con una malattia cronica come l'artrite reumatoide, un fegato grasso o una sindrome metabolica può avere contemporaneamente ferritina elevata e riserve di ferro esaurite. Chi guarda solo alla ferritina potrebbe erroneamente pensare che l'apporto di ferro sia adeguato. Pertanto la ferritina dovrebbe essere sempre interpretata insieme ad altri marcatori del ferro — ferro sierico, transferrina e saturazione della transferrina forniscono un quadro più completo.
Ferritina troppo alta: quando è il caso di prestare attenzione?
Una ferritina persistentemente molto elevata (oltre 300 µg/l negli uomini, oltre 200 µg/l nelle donne) può indicare diverse cause: infiammazioni croniche, malattie epatiche, sindrome metabolica, abuso di alcol o, più raramente, una malattia ereditaria da accumulo di ferro (emocromatosi ereditaria). Quest'ultima è una condizione genetica caratterizzata da un eccessivo assorbimento di ferro nell'intestino, che può causare danni agli organi.
L'emocromatosi ereditaria è una delle malattie genetiche più comuni nelle popolazioni dell'Europa settentrionale e spesso resta non diagnosticata per decenni, perché la ferritina è assente nell'emocromo standard. Un semplice test genetico (varianti HFE C282Y e H63D) può rilevare la predisposizione genetica. Chi ha una ferritina elevata senza un'ovvia causa infiammatoria dovrebbe far approfondire questa possibilità.
Quali valori di ferritina sono utili — al di là del range di riferimento
Il limite inferiore del range normale è nella maggior parte dei laboratori di 12-15 µg/l — un valore a cui le riserve di ferro sono quasi esaurite. Secondo il parere degli esperti, valori funzionalmente più favorevoli si situano per le donne sopra i 50 µg/l, per gli uomini sopra i 70 µg/l. Questi valori non sono ufficialmente standardizzati, ma sono punti di riferimento diffusi nella medicina preventiva.
Chi fa misurare la ferritina dovrebbe sempre determinare anche l'emoglobina e, se possibile, la saturazione della transferrina. Una ferritina elevata da sola non è sufficiente per diagnosticare un sovraccarico di ferro — per questo la saturazione della transferrina è il marcatore più affidabile.
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Fonti
- Camaschella C. Iron-deficiency anemia. New England Journal of Medicine, 2015;372(19):1832–1843.
- Weiss G, Ganz T, Goodnough LT. Anemia of inflammation. Blood, 2019;133(1):40–50.
- Gkamprela E et al. Iron deficiency anaemia in inflammatory bowel disease. Annals of Gastroenterology, 2015;28(1):8–15.
- Nordenberg D et al. The effect of cigarette smoking on hemoglobin levels and anemia screening. JAMA, 1990;264(12):1556–1559.
